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26 ottobre 2017
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La Festa dei Morti: a lezione di sud!

Se lo strapotere mediatico dell’America ha permesso l’affermarsi della divertente e trasgressiva festa di Halloween, con i suoi travestimenti e con tutto il corredo di marketing ad hoc basato su packaging con menù assortiti di zucche e streghe volanti che neanche la Befana, è anche vero che i popoli del meridione sembrano reagire con un desiderio di riscoperta e conservazione delle proprie tradizioni.

La Festa dei Morti, carissima ricorrenza, diviene dunque simbolo di identità locale e di legame con un passato familiare (i morti, sono proprio i morti di famiglia), momento del ricordo ma anche di una giocosa riscoperta del territorio e della cultura storica.

Procediamo dunque con un brevissimo ripasso:

1) Cos’è la Festa dei Morti?

La credenza popolare vuole che la notte di Ognissanti, ovvero l’ 1 novembre, i defunti passeggino per le vie delle proprie città facendo visita ai propri familiari e lasciando ai bambini dei doni. Il giorno successivo, dunque il 2 novembre, i bambini scartano i regali e con le famiglie si recano ai cimiteri per ringraziare e ricordare i propri “morticieddi”.

2) Cosa si mangia per la festa dei morti?

Chiunque abbia mai messo piede nel caotico e ridente sud ha appreso velocemente quanta importanza ricopra il cibo nella vita delle persone, cibo inteso non solo come bene di prima necessità ma come componente di una ritualità antica e pagana di cui le regioni del meridione sono ancora molto intrise. Tipici di questa festa in Sicilia sono i crozzi ‘i mottu (ossa di morto), piccoli biscotti molto duri, o i  pupatelli ripieni di mandorle tostate. Frutta secca e cioccolatini, accompagnano ‘u cannistru‘, un cesto ricolmo di primizie di stagione, frutta secca altri dolciumi come la frutta di martorana (pasta reale), e i pupi ri zuccaru, statuette di zucchero dipinte (anticamente a  forma di bersagliere, paladino o bambola, adesso delle più svariate forme). Infine abbiamo la muffoletta, pagnottella calda appena sfornata “cunzata” con olio, sale, pepe e origano, filetti di acciuga sott’olio e qualche fettina di formaggio primosale.

3) Come festeggiare?

Nel manuale del perfetto festeggiamento da sud non può mancare il godimento e il respiro. Creare con i propri bambini la frutta di martorana con formine e colori alimentari può essere molto divertente e sicuramente crea un momento di complicità di famiglia. Altro must to do è proprio il non far niente e il prendersela con calma e vivere la giornata con lentezza ricordando i propri cari.

 

…e  come recitava una antica filastrocca…

Armi santi, armi santi

Io sugnu unu e vuatri siti tanti:

Mentri sugnu ‘ntra stu munnu di guai 

Cosi di morti mittitiminni assai

 

“Anime sante, anime sante

Io sono uno e voi siete tante:

Mentre sono in questo mondo pieno di guai

Di regali dei morti mettetemene molto”

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